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venerdì 9 aprile 2010

Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi... SENSAZIONI ;-)

E pensare che son passati solo sette mesi e mi sembra un’eternità. La prima volta dopo sette mesi che metto i piedi nella sabbia... la sensazione – se ci penso – è indescrivibile.

Vado in riva al mare e stendo il mio asciugamano multicolore. È un venerdì pomeriggio ed è solo l’otto aprile, ma c’è davvero tanta gente che, come me, ha deciso di venire a respirare un po’ d’aria sana. CHE BENESSERE.

Allora, stendo il mio asciugamano multicolore sulla sabbia e comincio a spogliarmi... nel frattempo ascolto il suono del mare, quel mare che ci porta lo iodio, che tanto bene ci fa!

Mi distendo, la sabbia si modella sul mio corpo: altra sensazione indescrivibile. Tanti son lì a passeggiare... io invece basta un minuto e son già a sonnecchiare... niente è più conciliante della soffice sabbia che fa da letto e del sonido delle onde, per non parlare di quel calore un po’ fresco che solo il sole di aprile/maggio ti può regalare: RELAX ALLO STATO PURO.

Belle anche le donzelle che arrivano vestite da festa: stivali e supertachi che sprofondano nella sabbia accompagnate da un lui in camicetta, tutto infiocchettato, ma... cosa c’è di più romantico di un bacio in riva al mare?

giovedì 8 aprile 2010

Con le pinne fucile ed occhiali 1962

CON LE PINNE FUCILE ED OCCHIALI
QUANDO IL MARE E'UNA TAVOLA BLU
SOTTO UN CIELO DI MILLE COLORI
CI TUFFIAMO CON LA TESTA ALL'IN GIU',SPLASH
MENTRE TUTTA LA GENTE E'ASSOPITA
SULLA SABBIA BRUCIATA DAL SOL
CI SCAMBIAMO NELL'ACQUA SALATA
UN DOLCISSIMO BACIO D'AMOR



CON LE PINNE FUCILE ED OCCHIALI
QUANDO IL MARE E'UNA TAVOLA BLU
SOTTO UN CIELO DI MILLE COLORI
CI TUFFIAMO CON LA TESTA ALL'IN GIU',SPLASH
MENTRE TUTTA LA GENTE E'ASSOPITA
SULLA SABBIA BRUCIATA DAL SOL
CI SCAMBIAMO NELL'ACQUA SALATA
UN DOLCISSIMO BACIO D'AMOR

CON LE PINNE FUCILE ED OCCHIALI
QUANDO IL MARE E'UNA TAVOLA BLU
SOTTO UN CIELO DI MILLE COLORI
CI TUFFIAMO CON LA TESTA ALL'IN GIU'
MENTRE TUTTA LA GENTE E'ASSOPITA
SULLA SABBIA BRUCIATA DAL SOL
CI SCAMBIAMO NELL'ACQUA SALATA
UN DOLCISSIMO BACIO,UN DOLCISSIMO BACIO
MENTRE TUTTA LA GENTE E'ASSOPITA
SULLA SABBIA BRUCIATA DAL SOL
CI SCAMBIAMO NELL'ACQUA SALATA
UN DOLCISSIMO BACIO D'AMOR

Edoardo Vianello

venerdì 11 settembre 2009

IN RIVA AL MARE


Che sia mattina, che sia pomeriggio o sera. Che sia l’alba dal mare o il tramonto sulla laguna. Che sia l’inizio o la fine di una giornata. Che sia… qualsiasi cosa, qualsiasi momento, qualsiasi ora… l’importante è che ci sia il Mare… e la sabbia.


Chiudi gli occhi e ascoltalo. Apri gli occhi e osservalo. Incostante, imperturbabile, inflessibile, ma anche dinamico, rilassante, calmante, musica e rimedio naturale…


Quanta gente lo viene a vedere, il Mare. Quanta gente lo teme, il Mare.


Fanno km per vederlo, toccarlo, “respirarlo” e chi ci vive non può farne a meno.


giovedì 10 settembre 2009

PRENDI DALLA VITA QUELLO CHE TI DA


UN GRANCHIO


No la xé na masaneta e neanche una moleca, ma solo una parola che porta con sé tanti tantissimi ricordi d’estate…

Primo tra tutti la playa dell’isola di Pellestrina e a ruota la sua laguna e le Sagre del Pesce buonissimo e freschissimo che ci siamo fatti quest’estate, scoprendo un nuovo lugar, un mondo incantato, proprio come il mio mondo, o meglio, quello che mi sto costruendo in questo incredibile blog!


Stupendo avere uno spazio tutto mio dove potermi esprimere scrivendo… :)


Insomma di questi giorni il granchio mi sta dando mille nuove emozioni, belle e brutte, un braccialetto e tanti bei ricordi delle estati di tanti e tanti anni fa, una quindicina credo, quando giovani e spensierate giocavamo a pallavolo alle reti in spiaggia a Sottomarina e conoscevamo ragazzini nuovi con i quali scherzare e confrontarci. Bei tempi… Oggi questo braccialetto lo tengo sempre con me, Ria Granso, un’amicizia forte e vera, come poche… gioie e spensieratezze, difficoltà e dolori, ma pregno di tanto affetto e di aiuto reciproco, per rimanere sempre unite e forti in ogni momento della nostra vita.


Noooo… guarda un po’ cos’ho trovato su youtube cercando un video sull’amicizia… niente male direi!! :)



mercoledì 9 settembre 2009

APPARTAMENTI “IL GIARDINO”: due nonni speciali, una storia che ti entra nel cuore

Appartamenti “Il Giardino” nascono dall’iniziativa del Signor Lauro e della Signora Angela (i coniugi Boscolo) molti e molti anni fa, quando la spiaggia di Sottomarina iniziava a vedere il suo boom nel settore del turismo balneare.


Di fatti, dopo un primo periodo (intorno agli anni ’20) in cui il turismo a Sottomarina era prevalentemente d’élite, i cui flussi provenivano principalmente dalla città di Padova – tanto che la spiaggia veniva chiamata “Lido di Padova” – fu proprio a partire dal Dopoguerra che, per far fronte all’aumento di turisti sia italiani che stranieri, fu avviato un nuovo Piano di Urbanizzazione di espansione, che diede il via ad un sistema ricettivo imperniato in larga misura sulle camere e sugli appartamenti d’affitto, prima vera e originale forma di ricezione tipica del turismo della zona.


Ciò che spingeva questo flusso incontrollato di turisti, che raggiunse la sua punta record nel 1973 (3.584.313 presenze), era la vacanza salutistica legata alla spiaggia e al mare, consigliata e reclamizzata dai migliori medici a livello nazionale, tanto che, a detta loro, “l’aria del mare di Sottomarina è la più pura, la più fresca, la più immune da qualsiasi germe. Il clima marino risulta particolarmente indicato ai soggetti debilitati, anemici, linfatici, scrofolosi. L’acqua è ricca di elementi iodici e sodici. Sole e mare fanno il resto”. Il turismo era quindi di chiara matrice terapeutica.


Gli Appartamenti dei coniugi Boscolo erano allora immersi in un verde giardino, ricco di fiori, piante e di un piccolo orto, che il Signor Lauro metteva a disposizione dei “villeggianti”. C’era la salvia, il rosmarino, il prezzemolo, il basilico, l’insalatina novella, ma anche l’erba cipollina, le carote e i pomodori! Fu così che si decise di chiamare la struttura turistica nascente: Appartamenti “Il Giardino”. La Signora Lina (così viene chiamata la Signora Angela), dal canto suo, gestiva le prenotazioni ed i rapporti con la clientela, con una tal passione e attenzione, che nessun manuale di “Relazioni Pubbliche” o “Cura del Cliente” può tutt’oggi descrivere!!

I Signori Boscolo erano dunque proprietari di due complessi e di un ampio giardino in parte adibito al posteggio delle autovetture. Anche i figli Enzo e Giampaolo e le loro famiglie vivevano in appartamenti contigui a quelli dei genitori.


I nipotini Anna, Paola, Laura e Alberto crescevano così circondati dall’affetto dei nonni: spesso dormivano tutti insieme e, prima di andare a letto, il nonno Lauro raccontava loro delle buffe favole inventate che ancora oggi, dopo circa vent’anni, i ragazzi ricordano con un dolce sorriso. I nonni trasmettevano così ai nipoti le loro passioni e tutto il loro amore per la famiglia e il lavoro. Finché i bambini giocavano in giardino, il nonno Lauro costruiva per loro le altalene, prendeva le carote dall’orto, le lavava e le donava ai bimbi per la merenda… e non mancava di istruirli su fiori e piante presenti nel giardino. Ma non c’era competizione, la preferenza ricadeva sempre su una tipologia molto particolare di fiore, senza dubbio vincitore in simpatia: la “bocca di leone”. Il nonno si divertiva ad aprire e chiudere “la sua bocca” premendo insieme pollice ed indice di un’estremità del fiore: bastava il gesto ludico per rallegrare i nipoti e farli entrare per un attimo nel suo mondo incantato...


Ed è così che, da ricordi entrati nel cuore, che al sol pensiero ancora carico di tenerezza fanno emozionare, una delle nipotine, ormai grande, nel dar un supporto e sostegno ai nonni nelle loro attività che tutt’oggi proseguono con la stessa passione e carica di allora, ha deciso di meglio identificare gli appartamenti “Il Giardino” con un fiore: che è proprio la bocca di leone sperando che la sosta in villeggiatura per chi sceglie gli Appartamenti “Il Giardino” entri nei loro cuori, lasciando un ricordo come quello che ha lasciato a me che sto scrivendo… I N D E L E B I L E.

Paola

IL VIAGGIO DEL CUORE

Una mattina di mezz’estate si alza e guarda fuori dall’oblò, vede il Mondo, un Mondo che così non aveva mai visto prima.




Sgrana gli occhi e, senza cambiarsi, con addosso solo una velata camicetta da notte, esce di casa ancora scalza, e la leggera brezza l’aiuterà poi a chiudere la porta dietro di sé. Si sente così leggera che le sembra quasi di sognare.

Passeggia per strada, l’orario mattutino le mette addosso una tranquillità unica, c’è solo qualcuno che si accinge ad andare al lavoro. Lei no, cammina rilassata e assorta.


C’è una strada asfaltata, sale sopra un marciapiede e cammina, cammina laddove la porta il cuore. Non capisce cosa la circonda ma sa esattamente dov’è diretta. A piedi nudi attraversa la strada scansando le strisce pedonali, ancora un gradino. Uno, due, tre negozi. Un’edicola. Vuole comprare il giornale, entra, ma non ha con sé nemmeno uno spicciolo con cui pagare. Esce come se niente fosse e d’improvviso si ferma. Vuole leggere la locandina esposta fuori: 11 agosto 2002… Ora sì che ricorda!


LA LAGUNA, I CANALI, I PONTI, IL PERDERSI TRA CALLI E CAMPIELLI, LA BASILICA E INFINE UN GIARDINO… E’ VENEZIA! La città che sa come lasciarti senza fiato, ma anche la città che può farti perdere la testa, e la piccola Betty la testa sembra averla persa davvero [anche se forse quest’ultimo aspetto non dipenderà solo da quella splendida città…].


D’un tratto la sua mente la catapulta in quella splendida città lagunare, ammirata e apprezzata dal mondo intero. In una serie di flashback ininterrotti comincia a ricordare. Non si sente più serena come prima. Il cuore le batte forte, è confusa, è emozionata, vede mille colori, non più candidi pastelli come prima ora si agitano colori vivaci, pennellate variopinte intingono quel dipinto, le danno uno scossone, sente un brivido lungo tutta la schiena… è lo splendore di una città davvero unica e rara che si unisce repentino all’emozione troppo forte di un primo bacio dato alla persona giusta, che proprio nell’istante in cui le labbra si uniscono lentamente le une con le altre, dentro di lei qualcosa le stava dicendo che era lui. Era lui che dal primo giorno avrebbe voluto accarezzare, era lui che avrebbe voluto baciare e che avrebbe sempre voluto al suo fianco, labbro su labbro, pelle contro pelle. Era lui che solo l’incrocio rubato di un suo sguardo le faceva battere così tanto il cuore, che nemmeno lei stessa, da tanto frastornata, riusciva a darne un significato più o meno razionale…


Ma Betty si trova ancora fuori dall’edicola, davanti alla locandina che recita: “…tra mare e laguna…” ma rapita da un profumo di brioche fresche appena sfornate, si distrae e non riesce a proseguire la lettura… “si parlava forse di Venezia? ma qui la laguna è a due passi dal mare. Dove sono?”


Corre rapita dall’aroma e “el papo” si intenerisce nel vederla con l’acquolina in bocca, così giovane e carina, e le fa dono di una brioche appena sfornata, così calda da far bruciare il palato. La divora e poi si ferma. Si incanta, forse scossa dai ricordi appena riaffiorati, prosegue il suo cammino. La strada è sempre dritta, la attraversa di nuovo e finalmente sente quel brivido forte, diverso da quello che aveva sentito prima: i suoi piedi, scalzi, erano tutto d’un tratto entrati in contatto con la sabbia fresca e sottilissima delle sei di mattina. Così sottile, le si modellava sotto la pianta dei piedi, finché lei, imperterrita e testarda, proseguiva passo dopo passo diretta verso… ora si vede… è lì che vuole andare: Betty si dirige verso il mare. C’è l’alba, il cielo è limpido, tutto attorno tace, ci sono dei colori, dei profumi, dei suoni fantastici. È la spiaggia, il mare di Sottomarina quello che Betty sta toccando, sta vedendo, sta odorando, sta vivendo in questo preciso istante e finalmente si ferma. È arrivata a destino, e riflette.


È giunto il momento di ricomporre il puzzle e fare un po’ di chiarezza. “Cosa mi sta succedendo? Da più di vent’anni passo l’estate qui al lido di Sottomarina. Mi sembrava sempre la solita minestra, non capisco perché oggi mi sento così strana, e tutto mi sembra così incantato…?” La sua testa è assalita da mille interrogativi. Lentamente si risveglia e torna alla vita reale. Si vede seduta a gambe incrociate sulla sabbia e con ancora addosso la camicia da notte. Comincia ad osservare ogni singolo dettaglio di ciò che la circonda, ogni singolo granello di sabbia e ad ascoltare ogni singolo respiro del mare. Il mare… così imperiale così maestoso non potrà mai mancare nella vita di Betty. Il mare, per lei che è nata e vissuta nella città marina è I N D I S P E N S A B I L E, elemento unico, imprescindibile, ed ora, gli occhi dell’amore le stavano dando l’ennesima conferma.


Insomma, ricompone i pezzi: era una giornata di sole, il quarto appuntamento con lui, quel bel ragazzo di nome Riccardo, fresco di giovinezza, ma sufficientemente maturo da riuscire, solo con gesti e parole, a penetrare dentro la sua testa, il suo corpo, la sua anima. Ma nessuno avrebbe mai pensato che quel giorno, che Betty rimembrava con un così forte ardore, sarebbe stato così speciale, memorabile negli anni venturi…


Una Venezia solare, viva e varia sempre un po’ sfuggevole. Una cornice spettacolare per il loro primo bacio. Talmente emozionante, da farle perdere il contatto con la realtà, da proiettarla in un mondo parallelo, da farle iniziare un altro viaggio… un viaggio del cuore questa volta, talmente forte e coinvolgente, da farle vedere il mondo con altri occhi e farle apprezzare l’essenzialità delle cose semplici. Quel viaggio le ha insegnato a percepire l’importanza sostanziale di tutto ciò che la circonda e le ha dato l’impulso per rivivere ogni cosa già fatta con un’emozione nuova, diversa, come se fosse sempre la prima volta. Le ha fatto perdere la testa per lui e l’ha fatta innamorare della sua vita. Con gli occhi dell’amore di un amore che, oggi, dopo quasi dieci anni, continua ancora più consapevole e maturo, ancora così semplice e fresco, ancora con Venezia nel cuore e il Mondo che cambia, visto e filtrato dall’incantesimo di quel magico oblò.