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giovedì 2 settembre 2010

L'ITALGIOTTO

I chioggiotti? Li chiamano i «napoletani del nord...» Tratto da http://www.unita.it/news/viaggi/102907/i_chioggiotti_li_chiamano_i_napoletani_del_nord

di Marco Giovannellitutti gli articoli dell'autore

«Parlo tre lingue: l’italiano, il chioggiotto e l’italchioggiotto che è l’insieme di italiano e chioggiotto». Marco per cinque euro ti porta a fare un giro di venti minuti in laguna tra Chioggia e Sottomarina. Se poi trova la compagnia simpatica, diventa sempre più di mezz’ora. Poco dopo l’arrivo nella cittadina, mi offre la possibilità di vederla dal mare, e resto subito incantato. Un innamoramento a prima vista. Nella parte vecchia non esistono strade, ma calle e fondamenta. Il centro storico è come un pesce, la cui spina dorsale è il lungo corso centrale, porticato in parte. Le lische sono rappresentate dalle calle trasversali al corso che portano poi alle due fondamenta laterali. Un’urbanistica semplice, ma bella con un campanile che ha l’ingranaggio più antico del mondo per far andare l’orologio.

Chioggia la definiscono «la piccola Venezia», ma è riduttivo. Il suo fascino sta nell’autenticità. Elemento che la città dei Doge ha un po’ perso. Qui non arriva il grande turismo e così la popolazione indigena si mescola ai vacanzieri, e nelle calle senti parlare solo in dialetto. I chioggiotti sono orgogliosi e testardi, anche un po’ focosi. Qualcuno li considera «i napoletani del Nord». Già da questo voler cercare sempre confronti si può capire un certo loro orgoglio, che non ci sta ad essere secondi a qualcosa o qualcuno. «Siamo più antichi noi di Venezia e ci hanno copiato tante cose. Guarda il ponte di Vigo, è in piccolo quello di Rialto, ma il nostro è più vecchio. Poi noi abbiamo il porto con il maggior numero di imbarcazioni in Italia, abbiamo il radicchio più buono...». E via a sciorinare dati e riferimenti storici. Non sono comunque questi a far la bellezza di Chioggia.

La storia di Marco è interessante perché svela molte cose: il carattere, la poesia, la visione del territorio e la voglia di fare. «È tutta colpa delle seppioline. Io per venticinque anni ho fatto il pescatore. Un giorno ne ho prese tante. Saranno state oltre quattro quintali, ma c’era un mare così grosso che non mi permetteva di tornare indietro. Non potevo abbandonare un carico di pesce tanto ricco. E così ho preso una via alternativa per i canali. Me la sono scampata, ma da quel giorno ho capito che avrei cambiato mestiere. Mica per la paura, sai. Mi piace raccontare, stare con la gente e promuovere così le bellezze della mia terra».

Lui, con la sua «volgolara» aveva già iniziato a portare a spasso per mare i turisti. Era stato il primo a fare pesca turismo, che poi significava fare doppio lavoro, ma gli piaceva così. Dopo quattro anni, complici le seppioline, decise di comprare un «bragosso», la tipica nave da pescatori, che ben si adatta a fare anche da imbarcazione turistica. È arrivata così l’Ulisse, che ancora oggi salpa dalla piazza Vigo. «Non importava quanto guadagnassi perché mi sentivo il più ricco della città. Per me Chioggia è oro puro e la voglio far conoscere al mondo. Ecco perché non mi accontento di fare un semplice giro in barca, ma racconto la storia, le leggende, e la gente è contenta. Quando di notte navigo in mezzo alla laguna, magari da solo, mi sembra di essere libero come un bufalo nella prateria». Marco mi racconta anche le rivalità e le botte da orbi tra quelli di Chioggia e quelli di Sottomarina. «Per dare il consenso ai matrimoni misti interveniva il vescovo».

Nel caso di Mirko invece è intervenuta una strana e bizzarra sorte. Nato e vissuto a Berlino da un padre chioggiotto e una madre tedesca, per lui fu galeotta una vacanza. Conobbe una ragazza di Sottomarina e scoppiò l’amore. A quei tempi faceva il responsabile di un progetto per una società editoriale, ha lasciato tutto e dodici anni fa ha raggiunto la sua fidanzata in Italia. «Ho iniziato da zero facendo il muratore, portavo i volantini, poi venditore di pesce, il camionista e anche il prof di tedesco per ragazzini. Dopo un po’ ho trovato lavoro in un albergo e ci sono rimasto». Mirko nel frattempo ne ha fatta di strada, e oggi è il direttore dell’hotel Grande Italia. Uno di quei posti che, quando ci arrivi per caso, pensi di avere una buona stella che ti segue.

30 agosto 2010

Il video l'ho fatto io l'anno scorso :-)




domenica 13 settembre 2009

GITA IN BRAGOZZO A CHIOGGIA

Il Leo Club Chioggia Sottomarina inizia alla grande il suo Anno Sociale. La Presidente, Maria Federico insieme al suo Club, con grande carisma e spirito di squadra, ha saputo organizzare al meglio la gradevolissima serata. Per fortuna anche il tempo si è mantenuto sereno ed ha fatto da cornice ad un’incantevole gita nella laguna ciosota sul far del tramonto!

Il riscontro positivo era cominciato fin dal momento dell’invio dell’invito di partecipazione all’evento su Facebook. L’idea di fare un bel giro in bragozzo per poi prendere un aperitivo all’aperto in un angolo di laguna, aveva stimolato l’interesse di molti ragazzi, tanto da oltrepassare ogni aspettativa, superando di gran lunga il limite di adesioni prestabilito!

E la gita poi non si è smentita! Tutta la comitiva (più di quaranta persone) si è presentata puntuale all’appello in Piazzetta Vigo a Chioggia, ore 19.00, dove l’attendevano non uno, ma ben due bragozzi ULISSE. Alle 19.30 circa siamo salpati! Marco (si chiamava così??), il capitano che parlava tre lingue (italiano, chioggiotto e italgiotto!!! :D), ha illustrato a marinanti, ciosoti e forestieri molti segreti di questa città che, davvero, non finisce mai di stupirci! Dalla storia delle origini del nome del radicchio di Chioggia (la rosa di Chioggia) alla fama internazionale del suo Porto, alla pesca e ai pescherecci… fino al bacio che gli innamorati non possono non scambiarsi passando sotto il Ponte di Vigo! Davvero un’uscita fuori dal comune, diversa dalla solita routine, un’idea originale piaciuta e condivisa da tutti i presenti!

Per non parlare dell’aperitivo: sarde in saore, baccalà mantecato, stuzzichini di vario tipo, affettati squisiti, prosecco, spritz e dolcetti tipici nel gran finale alla cicchetteria ciosota “Fronte del porto”.

Con un inizio così favorevole auguriamo al club Chioggia-Sottomarina di continuare con iniziative sempre più originali e coinvolgenti, nel puro spirito leoistico.


Paola Boscolo
Addetto Stampa Leo Club Chioggia-Sottomarina

giovedì 10 settembre 2009

LA PAOLA DEL MONDO INCANTATO

Ciao di nuovo a tutti voi!! :) Finalmente mi presento! Talmente esaltata dal fatto di avere un blog tutto mio, che ho perso la bussola e mi sono dimenticata di presentarmi ai più.

Sono PAOLA (quella del mondo incantato), una ragazza di 27 anni (mariavé che vecia), laureata in Scienze della Comunicazione, curiosa, solare e piena di sogni nel cassetto... forse un po' troppo profonda e cocciutella :), ma in realtà molto semplice e con una gran voglia di vivere.

Insomma, avrei sempre tante cose da raccontare. Il mio essere così profonda mi fa riflettere su ogni minima cosa con criticità. Mi piace analizzare quello che vedo, studiarlo e cercare di capire cosa ne penso, confrontandomi con gli altri, ovvio! Da davvero tanta carica il fatto di potere essere attivi protagonisti nella nostra vita di tutti i giorni, non lasciarsi scivolare addosso le cose, in maniera, diciamo così, passiva... ma trovare ogni pretesto per CRESCERE, CRESCERE DENTRO, E MIGLIORARE!!

Dunque... adoro il turismo e la mia città Natale (Sottomarina e Chioggia), ma anche il Veneto e l'Italia... i viaggi, soprattutto quelli che ti fanno vivere esperienze incredibili a basso costo e con le persone giuste. Mi piace scoprire giorno per giorno la vita, e tutte le filosofie che nascono e si sviluppano attorno ad essa, occidentali o orientali che siano... il mondo del wellness e del viver bene, gli stili di vita, il mangiar sano e tipico, anche lo sport (sebbene non lo pratichi neanche lontanamente) ma entusiasmante da vedere. Il mare. I bambini e il loro mondo, incantato pure, come il mio!! I rapporti tra le persone, la psicologia, l'economia, INTERNET E I SOCIAL MEDIA!!! La moda e l'amore... anche il gossip, perchè no!!!

Ora basta, non vi annoio più altrimenti andiamo avanti all'infinito. SEGUITEMI!!!!! ^___^

mercoledì 9 settembre 2009

CHIOGGIA CITTA' TEATRO

L’inconsapevolezza di essere attori nella vita di tutti i giorni

Chioggia si presenta come un luogo di fantasia, un “pezzo d’Oriente”, dove i visitatori stranieri sono gli spettatori che, una volta arrivati, scoprono la gioia di sentirsi vivere. Come afferma il famoso scrittore Giovanni Comisso (1895-1969), Chioggia, pur essendo una piccola città, “è smisurata, tenebrosa e solare, drammatica e felice, passionale e serena, come le grandi tele dei maggiori pittori della scuola veneta, che sembra abbiano attinto qui le loro ispirazioni”. Così, sul palcoscenico di quell’isola stretta dall’acqua, il corso e le calli si fanno teatro, dove ciascuno da’ spettacolo di sé e nessuno ha più i propri segreti; tutti parlano ad alta voce con la stessa intonazione, come fossero a bordo dei loro pescherecci.

Si guardi ad esempio il grande Carlo Goldoni (1707-1793) che, fermatosi a Chioggia per qualche anno, rimase incantato e attratto dalla città a tal punto da considerarla ispiratrice del suo capolavoro le “Baruffe Chiozzotte”. Forse inconsapevolmente, crea una sorte di metateatro (teatro nel teatro), in un copione frizzante, spontaneo, pieno di colore e di vita; Wolfgang Goethe (1749-1832) stesso, venuto a contatto con “le voci e i modi di quella gente” (un tipo umano improntato da una forza, un coraggio e un umile eroismo quotidiano), e avendo assistito all’opera teatrale, la descrive così: “i personaggi sono schietta gente di mare, abitanti di Chiozza con le loro mogli, sorelle e figlie. Il loro pettegolezzo abituale nella buona e cattiva sorte, le loro liti, la loro irruenza, i loro modi, la loro volgarità, i loro motti di spirito, il loro umorismo ecc., sono tutti eccezionalmente riprodotti.”

Siamo tutti attori e, a quanto pare, ce la caviamo anche bene. Lasciamoci trascinare da questo splendore persuasivo che da sempre ci appartiene!